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Penso che la miglior colonna sonora per la presentazione della nuova Smart potrebbe essere quella utilizzata nell’indimenticabile film “la 24 ore di Le Mans”, dove la massima espressione delle vetture Sport Prototipo prendono il posto degli attori sullo schermo. Dopo 30 secondi che le giri intorno ti chiedi perché negli optional non c’è la possibilità di averne una nei colori Gulf piuttosto che nella livrea Ferrari NART.
Sembra quasi che un ex ingegnere Lotus abbia deciso di fuggire dall’Inghilterra e trasferire la sua esperienza sulla Elise per costruire questa nuova 2 posti. La linea è veramente carina anche se le dimensioni sono in linea con la tradizione (?) del marchio. Tutto fa pensare ad un motore centrale, sembra una Chevron del futuro, una inglese in kit di montaggio, una
Ultima dopo un lavaggio alla temperatura sbagliata, una Lola di 30 anni fa ricostruita come giocattolo da collezione. Il frontale è simpatico ma ci pensano i passaruota e relativi cerchi a dare un impatto aggressivo. Stavolta la gommatura è simmetrica, 185/55 15” oppure 205/45 16”, due misure “bastarde”, ma almeno si potranno invertire le gomme. Il posteriore, oltre agli ormai “banali” fari lexus-style è corto, tozzo e ben raccordato. La Roadster con il lunotto, chiamata “Roadster-Coupè” ha un impatto ben diverso, sembra più lunga e armonica, ma una volta rimossi i tettucci il gusto si inverte e per i viaggi a cielo aperto la linea tipicamente “Targa” della Roadster guadagna in pulizia e purezza.
Meglio non aprire il bagagliaio della Roadster, non è altro che una specie di cassetto per i calzini e la biancheria intima, per fortuna l’anteriore ha un pozzetto molto profondo (stile Boxster) che va rimosso per avere accesso alla batteria e ai particolari elettrici del servosterzo. La Coupè ovviamente ha più spazio, cosa non da poco visto che in abitacolo non c’è spazio neanche per un maglione. Apro la portiera, dalla linea molto piacevole e tento di sedermi. Sbonk ! Ok, ci riprovo, stavolta inclinando sapientemente la testa di 45° :-D
L’accesso è alquanto difficoltoso per 1.88 come me a tetto chiuso. Il volante non è affatto piccolo e non è regolabile, quindi mentre piego la testa devo infilare attentamente le gambe verso la pedaliera. Cavolo, sembra di salire su una Elise con l’hard top ! Una volta dentro cerco di regolare la posizione di guida, scopro che purtroppo il sedile è già a fondo corsa (e non c’è fisicamente spazio dietro per andare oltre), il volante resta un po’ in basso. L’assurda regolazione dello schienale è attuata da un pomello sulla destra, durissimo e incastrato contro il tridion. Per regolarlo devo avanzare con il sedile (comprimendomi contro il volante), cercare la posizione e poi tornare fino a fondo corsa. Questa fase è alquanto deludente. Mi guardo intorno, il cruscotto è molto carino, contakm, contagiri e, al centro, pressione turbo e temperatura, davvero carino.
La console centrale ricorda la city coupè ma è tutto logicamente nuovo. Ogni cosa ha dimensioni minime e mi sento quasi come su un giocattolo di un ipotetico figlio. Le leve del clima sono piccolissime, eppure al tatto hanno movimenti sicuri. Non si può dire lo stesso per le piccole orecchie del cambio dietro al volante, dal feeling pessimo e molto inferiore a quello degli attuali volanti con force feedback che si usano nei videogiochi :-O Sono optional e la posizione azzeccata della leva del sequenziale, vicina e rialzata, sembra voler far capire che la non trascurabile cifra richiesta per due contatti elettrici può essere simpaticamente glissata o tramutata in qualche pieno di verde. Altra stranezza, il bracciolo centrale è sopra al freno a mano, tirarlo significa alzare il gomito destro.
Alzo la testa, la Roadster non fa niente per nascondere la”tecnologia”, il tendalino elettrico mostra tutto il suo meccanismo a vista, con una “crudezza” che stride un bel po’ con il pomposo prezzo di listino che leggo al contrario sul parabrezza. La Coupè è molto meglio, visto che l’hard top rigido ha un piacevole rivestimento uguale a quello interno. Il problema si inverte quando si vuol giocare a cielo aperto, visto che i montanti della roadster hanno il loro spazio apposito nel vano anteriore mentre l’hard top della coupè ha un destino ingrato. Si ripiega e si posiziona nel piano bagagli posteriore su due orrendi supporti in plastica morbida tenuti con uno strech attaccati sul tappetino che copre il vano motore :-OOO Assurdo, orrendo esteticamente, precario come un alettone della Lester (:-PPP) e molto poco consono ai 20.000 € chiesti per 3 metri e spiccioli di plastica e lamiera :-OOO tutto intorno a me lamiera a vista, finiture dall’aspetto abbastanza carino ma non eccelso…insomma, sembra di stare in una Elise !
Finalmente una rossa Roadster è pronta per la prova, da passeggero purtroppo, e con il tetto chiuso a causa della pioggia battente. Mi accomodo (?) piegando la testa come da copione, il motore ha il conosciuto frullio delle Smart che ho già guidato. Il collaudatore è simpatico e non si trattiene affatto. Gli 82Cv ci sono tutti, la piccola si muove come molte Smart elaborate che ho provato, cinguetta allegramente (di serie) e soprattutto ha i rapporti molto ravvicinati, che insieme ad un cambio un pelino più rapido la rendono molto più briosa delle sorelle parallelepipediche. La sensazione di velocità e leggerezza è massima, i 790Kg sono sempre una benedizione visto che le sconnessioni non disturbano molto e la progressione nelle marce corte è molto appagante. Già a 120km in 6° la progressione rallenta, la rumorosità meccanica è ben presente, ma rispetto alle prime Smart il passo avanti è notevole.
Questo 82Cv gira più alto, riprende meglio ai bassi, tira meglio agli altri e il cambio sembra meno addormentato. Osservando la strada dal piccolo parabrezza si vedono i due “occhi” e i larghi passaruota, dietro c’è un lunotto verticale e si viaggia rasoterra, immersi tra pop-off e il rumore da frullatore hi-tech….sembra una Elise ridoppiata ! Il giro è finito, l’ESP non riesce ad entrare in funzione neanche una volta, la gommatura da 16” è sin troppo, per fortuna anche con i 15” la vettura sta bene, a patto di non volere la versione base con dei terrificanti cerchi in lamiera stampata, una triste pagina del depliant. Scendo, con qualche contorsionismo, rileggo i prezzi, rifletto.
E’ proprio una Elise in scala, piccola, scomoda, brillante, scarna, purtroppo a conti fatti sembra quasi che la Lotus sia più conveniente di questo giocattolo per ricchi (e bassi) :-DDDDDD Ma un bel kart-day le starebbe a pennello |