Smat CrossBlade
Mamari
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Quest'estate in Croazia ho noleggiato per mezza giornata la Smart Crossblade. Quindi con il mio amico Fabrizio, felice possessore di Smart, siamo andati a provarla per le strade della Croazia.
Le condizioni di noleggio erano favorevoli. Per mezza giornata, ovvero dalle 8 alle 15 si paga 70 E circa, copertura assicurativa totale con franchigia e chilometraggio illimitato. Viene consegnata con il pieno di benzina e va restituita con il pieno. Mi presento alle 8 e il ragazzo dell'agenzia mi dice di aspettare qualche minuto perchè un suo collega stava arrivando e andava a far rifornimento. Nell'attesa lava la macchina con uno spray sgrassante generico per la casa, tipo "Vetril" o "Glassex" per intenderci. Mi son venuti i brividi, poi ho visto che la carrozzeria è difatti strisciatissima. Mi lascia le chiavi, so già portare la Smart, e torno in appartamento a prendere Fabrizio. Ad auto ferma cominciano le prime osservazioni e confronti. Esternamente è affascinante, cattura lo sguardo. Da qualsiasi parte la osservi noti che racchiude l'essenza high-tech propria della citycar by Mercedes. Essenziale e moderna. Frontalmente è quasi cattiva, l'assenza di parabrezza la rende bassa e slanciata alla vista, e il battistrada largo a vista tra il paraurti e i passaruota evoca i fuoristrada. Sembra poter portarti dovunque. Bellissimi i cerchi satinati a tre razze sdoppiate, buona parte della bellezza ed esclusività del mezzo è grazie a loro. Posteriormente non fa così scalpore come il resto: bauletto con i fari del modello Cabrio e rollbar con terzo stop. Stona un pò la robustezza percepita delle barre laterali con le borchie a vista del deflettore frontale. Dentro è una Smart a prima vista, ma ci son molti particolari modificati. Il tessuto di cruscotto e sedili, di un b! el ross o, è impermeabile e quindi plasticoso al tatto. I tappeti sono di gomma per consentire all'acqua di defluire dal fondo della vettura. Non c'è il clima, rimane il comando della temperatura e la velocità della ventola che punta solo sui piedi, posta sotto la radio dove di solito c'è il comando della luce interna. Di lato l'hazard e l'accendisigari. Via anche le bocchette per l'aria sosttuite da due portabicchieri. Il buco lasciato dalla leva per i tergicristalli è chiuso con un tappo in gomma, e così via per rendere l'interno di un'auto resistente in caso di pioggia. Quello che viene da pensare è che la qualità dei materiali e assemblaggi non è da "auto che vale 50 milioni". Partiamo per un viaggio Umago-Parenzo-Rovigno e ritorno. Guida Fabrizio e si vede, si sente a casa. In centro sa farla viaggiare e lui si diverte con sorpassi da scooterista 14enne, abituato com'è al centro di Padova. Bocciamo subito due cose, specchietti e radio. Gli specchietti fissati alle barre laterali sono piccoli e si spostano facilmente in velocità. La radio che di serie monta il kit d'espansione fa molta fatica a tenere la frequenza FM forse a causa dell'antenna nascosta alla vista. Ci accorgiamo comunque, una volta la statale che costeggia il mare e che ci porta verso Sud, che il vento che ti investe è un suono comunque più piacevole. Si provano strane sensazioni e si cerca di raffrontarle con altre già provate. Mi viene in mente la moto per il modo in cui mi sento a contatto con l'ambiente e la strada che vedo scorrere sotto di me. Ma qui sono seduto, non ho il casco e non piego per curvare. L'esperienza più simile è quella della barca a motore. Il deflettore li davanti non è poi tanto diverso da quello posto davanti al flying-bridge di un 12 metri, e la funzione che compie quando la barca è in planata è discutibile, come noi ora ai 70-80 in statale investiti dal vento che fa vibrare gli occhiali da sole e ti punta deciso la fronte. Il paragone viene rafforzato dal sole ora comincia a farsi sentire, come quando sei al largo e all'aperto. Fabrizio paragona questo motore da 71cv con il suo, e dice di sentire la differenza in modo evidente. Le strade croate sono un ottimo banco di prova per test di questo tipo. Salite e discese continue come ho visto solo nei film ambientati a San Francisco, curve ad ampio raggio e alcuni tratti di misto stretto. L'asfalto è davvero penoso, le ruote fischiano anche in fase di parcheggio come quando sono in officina e l'ABS entra molto facilmente. Non c'è il contagiri ma non è un problema, non è difficile basarsi sulla velocità per decidere che marcia tenere. La quarta in particolar modo arriva ai 100 dai 60 velocemente ed è la più indicata per i sorpassi. Ah, non serve quasi il limitatore ai 135, oltre i 110 è difficile rimanere a lungo tempo, troppo vento, da mal di testa. Sempre Fabrizio al volante, mi dice di trovare lo sterzo meno preciso del suo (avantreno sua Smart 145, qui 195) ma un appoggio più stabile. Da passeggero mi aspettavo un assetto più scomodo, ho fatto la somma! Smart già rigida di suo + cerchi da 16. In realtà è come la citycoupè senza il fastidioso effetto gondola. Maciniamo facilmente una cinquantina di chilometri tra baie caratteristiche e sovrasterzi di potenza e arriviamo a Rovigno. Gli occhi, soprattutto dei turisti, sono per noi. In centro storico passiamo davanti ad un tedesco che in preda ad una crisi da "cogli l'attimo" fruga nello zaino per cercare la macchina fotografica. Così ci fermiamo e sorridiamo come due ebeti e lui ora cammina ad un metro da terra. Ipnotizza lo sguardo l'apertura ad ali di gabbiano delle barre laterali con la maniglia nascosta sotto. Tempo di un drink in bar e si riparte, aprendo la cartina stradale sopra la macchina, da fuori, per decidere la strada. Si torna indietro, tocca a me guidare. Fortunatamente troviamo meno traffico, ho sempre un certo timore nei sorpassi. Il divertimento me lo vado a cercare io, alle partenze con svolte a destra e sinistra, dentro la seconda, gas e correggi di sterzo, purtroppo molto lento e demoltiplicato per la guida sportiveggiante. Irritante per me la mancanza del contagiri: finivo spesso al limitatore perchè già ai 50 è difficile da sentire, il vento è più rumoroso. Finchè mi sono messo in testa che la potenza è comunque sotto, è un 3 cilindri turbo. Quindi nei tornanti gas senza esitazione, scodata assicurata. Di traverso rimane controllabile, scivola progressiva senza sorprese. Ripeto, grazie all'asfalto liscio che abbiamo trovato li. Ho trovato un buon feeling con il freno e anche con il cambio anche se lento, ma non capisco perchè continuano a mettere la + verso l'alto. I sedili sono comodi ma non hanno contenimento laterale: in una partenza verso sinistra in discesa con contropendenza ! la mia gamba spostandosi ha toccato il cambio e ho involontariamente messo in folle. Siamo di ritorno e io e Fabrizio siamo concordi circa l'utilità di quest'auto. Tenuta in garage d'inverno per visitare un paese d'estate, sperando nel bel tempo, prendendo vie secondarie e seguendo la segnaletica. Io non la prenderei neanche per sfizio per l'insicurezza di questo mezzo nella viabilità ordinaria italiana. Consegniamo questo esemplare numerato 0181 con 7000km e un mese di vita, altri lo aspettano nel pomeriggio. Più di 100km comunque di strade scorrevoli sui 70-80 e qualche tratto di misto veloce percorso 2-3 volte con un consumo di 14 km/l. |