Pneumatici - Qualche consiglio pratico

La corretta pressione di gonfiaggio è una delle condizioni principali che determinano la sicurezza di guida e da essa dipendono naturalmente il consumo e la vita del pneumatico stesso.
Il produttore dell'automobile determina, in funzione del peso della vettura, delle prestazioni della stessa, delle caratteristiche tecniche del pneumatico, della misura di cerchio su cui viene montato e degli indici
di confort standard definiti dai collaudatori i valori di gonfiaggio a freddo nelle tolleranze tra veicolo con solo conducente e veicolo a pieno carico.
Questi, dobbiamo considerarli come valori standard.
Dato, dunque, che sul NG sono numerosi gli appassionati e gli "attenti" ai particolari e dato ancora che si parla di pneumatici che -a seconda della marca e della misura essendo soggetti ad usura- sono indice di spesa piuttosto gravosa di manutenzione, mi preme entrare nel merito con qualche piccolo consiglio.
Naturalmente possiamo dire in linea generale che la pressione corretta deve necessariamente essere mantenuta uguale su tutte e quattro le gomme (destra/sinistra/avanti/dietro-perdonate la precisazione ma ci leggono anche
quelli che montano le catene da neve davanti sulle BMW e sulle Mercedes) per poter garantire una uniformità di comportamento nel contatto con l'asfalto sia sull'asciutto che sul bagnato: in caso di asfalto asciutto consentono [le corrette pressioni] reazione identica nelle condizioni di marcia particolari (beccheggio, rollio, deriva) e stessa impronta a terra; in condizione di pioggia, oltre a ciò, garantiscono identica quantità di acqua evaquata impedendo ad un pneumatico in particolare di entrare in aquaplaning prima degli altri.
Ma come definire le pressioni adatte o specifiche alle nostre esigenze.
Ad esempio, prendiamo la Passat Variant da 1450 Kg. equipaggiata con le coperture 205/55 R 16 P6000 Pirelli:
-la VW dice di gonfiare a 2,4 le anteriori e 2,7 le posteriori (pressione standard);
-Pirelli dice che per ogni copertura 205/55 R 16 sono sufficienti 1,60 bar per sopportare 395 Kg, 1,80 bar per sopportarne 435, 2,0 bar per 475 e.....basta così. Se facciamo i conti abbiamo già raggiunto con queste pressioni i valori tecnici idonei per sopportare il carico della vettura e le sue prestazioni. Ed il resto ? Se considerassimo i valori consigliati da VW con 2,7 bar andremmo oltre il carico massimo ammesso per il pneumatico e con 2,4 bar sopporteremmo ben 560 kg. Ma allora? Allora potremmo dire che i bar in più "servono" a consumare il
pneumatico in modo regolare dato che le caratteristiche tecniche del pneumatico sono di gran lunga superiori a quelle richieste. In effetti il modo più semplice di trovare la Propria Pressione (come quella arteriosa) è monitorare il consumo del battistrada del pneumatico.
Infatti, partendo dalle pressioni stabilite dalla Casa Automobilistica -sono evidenti su tutti i Libretti di Istruzione dell'auto e sugli sportelli della benzina o all'interno delle portiere- e senza paura di sporcarsi le mani
possiamo stabilire periodicamente se l'usura del battistrada è o meno regolare.

Osservando la superficie del pneumatico possiamo notare:

1) lati esterni (spalle) del battistrada più consumati del centro > indice di pressione insufficiente da correggere con 0,2-0,3 bar di pressione in più per volta. Tipico anche in pneumatici sportivi con scolpitura del battistrada molto squadrata (P Zero, S01, Yoko A520...- le nuove Br RE720 e S02 PP hanno la punta smussata dei tasselli proprio per evitare il più possibile tale usura anomala)
2) centro battistrada più consumato dei lati > indice di pressione elevata da correggere con 0,2 bar di pressione in meno per volta
3) usura uniforme, centro, lato esterno e lato interno > corretto gonfiaggio ed utilizzo.

Passando il palmo della mano con una sufficiente pressione sopra il battistrada in senso radiale (trasversale, dall'esterno del pneumatico all'interno e viceversa) possiamo sentire:

1) leggera bava della scultura del battistrada (spigolo pronunciato) contro il senso del palmo della mano che preme verso l'interno > indice che il semiasse è aperto di convergenza (l'usura è maggiore all'interno e decrescente verso la spalla esterna del battistrada, il volante dell'auto è probabilmente non allineato e la convergenza totale all'avantreno probabilmente aperta e da correggere)
2) leggera bava della scultura del battistrada (spigolo pronunciato) contro
il senso del palmo della mano che preme verso l'esterno > indice che il semiasse è chiuso di convergenza (l'usura è maggiore all'esterno e decrescente verso la spalla interna del battistrada, il volante dell'auto è probabilmente non allineato e la convergenza totale all'avantreno chiusa e da correggere)

Se passando il palmo della mano con una sufficiente pressione sopra il battistrada in senso longitudinale (cioè nel verso di rotolamento del pneumatico) verifichiamo usura a chiazze (piccole zone in cui il battistrada si è usurato precocemente) allora sarà necessario verificare lo stato dei cuscinetti del mozzo o delle sospensioni (che se non in stato di efficienza possono far "saltellare" il pneumatico durante il rotolamento).
Se, infine, la scultura del battistrada presenta le estremità arrotondate e "morbide" al passaggio del palmo della mano > indice che l'assetto è regolare e la pressione ottimale.

Ricordatevi sempre che l'usura anomala segnala piccole e grandi anomalie ma un controllo periodico dei nostri pneumatici ci consentirà di prevenirle sfruttandoli fino in fondo con la massima soddisfazione.
Un saluto a tutti

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